Museo Campano Capua

Museo Campano  Capua

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Il nostro progetto di riqualificazione del  Museo Campano di Capua,  inaugurato il 28 marzo 2012 alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha trasformato il Museo  in un “museo che vive”, completamente rinnovato nell’organizzazione dei percorsi e dei servizi, riordinato nelle sezioni espositive, illustrato da un diffuso sistema di approfondimenti multimediali, aperto verso la città ed in rete con il sistema culturale regionale, nazionale e internazionale.

Il profondo rinnovamento architettonico, museografico e tecnologico del Museo viene sviluppato tenendo in considerazione la sua stessa storia che, dalla fondazione da parte del Canonico Gabriele Iannelli nel 1870 e la successiva inaugurazione nello storico Palazzo Antignano del 1874, dal riordino ed ampliamento delle collezioni a cura dell’archeologo Amedeo Maiuri nel 1933, dalla ricostruzione degli anni 1945-56, fino ai più recenti interventi di restauro operati nei bienni 2003-04 e 2006-07, ha determinato una serie di profonde stratificazioni architettoniche e museografiche. Il progetto, pur rinnovando profondamente le modalità di visita ed aggiornando i criteri museografici ed allestitivi delle varie sezioni, non intende snaturare alcune delle caratteristiche proprie del Museo Campano, rappresentate da modelli espositivi propri della cultura della fine dell’Ottocento e del primo Novecento, che lo fanno assimilare in alcune sue parti ad una “casa museo”, tipologia di museo quasi scomparsa e che in Campania può annoverare forse solo altri due esempi: il Museo Filangieri di Napoli e il Museo Correale di Sorrento.

Obiettivi del  progetto culturale di risistemazione del museo e della biblioteca.

Il nuovo progetto culturale adottato, si è posto  l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle peculiarità culturali del Museo su tutti i canali mediatici. Valorizzare, dal punto di vista museologico e museografico, la sezione archeologica con particolare riferimento alla sezione  “Madri”.

Se il museo “non parlava” alla gente ed è sconosciuto ai più, altrettanto lo sono le Madri. L’attuale allestimento delle Mater Matutae  comunica  al visitatore la  vicenda storica come racconto affascinante, una sorta di “fiction” storico-archeologica da trasmettere nei video o proiettare  sui muri del museo a fianco delle sculture.

Il nuovo Museo è  ben attento a valorizzare e preservare quegli ambiti presenti, quegli allestimenti e quelle sale in cui si respira l’aria del museo antico edoriginario. Non solo quindi le vecchie vetrine sono state  recuperate, ma in alcune sezioni si legge, in una riordinata raccolta dei materiali eterogenei esposti (terrecotte, quadri, monete, arredi sacri), l’affascinante e primitiva metodologia degli albori della museografia ottocentesca che fa del Museo Campano di Capua uno dei pochi esempi superstiti in Campania di “casa museo”.

La visita del pubblico al nuovo museo deve poter avvenire provando un senso di piacere.

Il piacere è originato dalla curiosità e dall’interesse suscitato nell’apprendere e vedere storie e cose affascinanti, comunicate con intelligenza con gli strumenti più opportuni.

Purtroppo le pietre, le lapidi, i vasi, le madri e i quadri non parlano da soli. Una patina di indifferenza e di noia offusca, naturalmente, qualsiasi visitatore alle prese con un museo sbagliato e cioè un museo incapace di comunicare e di parlare. Quel visitatore non sarà mai strumento di promozione per altre persone.

Per suscitare interesse, piacere e curiosità il visitatore singolo o il gruppo (turisti o scolaresche) avranno un accompagnatore virtuale invece, “progettato” allo scopo e, in generale può essere di maggior gradimento.

L’audioguida è sicuramente, oggi, l’accompagnatore più indicato. E’ uno strumento gestibile a piacere, a seconda delle necessità del visitatore. Può essere un accompagnatore rigoroso, facendo svolgere al visitatore, scientificamente, il percorso completo, oppure può raccontare solamente alcune cose, a seconda dell’interesse dell’utente. L’audioguida dà informazioni di carattere generale, ma, volendo può scendere nel particolare. L’audioguida indica anche quando è il momento di utilizzare altri mezzi multimediali (video, proiezioni, alberi e totem informativi ) sia per gli adulti che per i bambini.

L’altro pregio dell’audioguida personale è che non disturba gli altri. Esistono ovviamente sistemi riservati di trasmissione audio per gruppi gestibili dalla guida vera che, analogamente, non interferiscono con le altre visite.

Il funzionamento dell’audioguida è abbinato alla numerazione degli ambienti, degli oggetti e degli strumenti multimediali specifici. E’ quindi molto facile orientare il visitatore, che in qualsiasi momento può decidere di fermarsi, usufruire dei servizi e riprendere la visita.

Ogni visitatore deve possedere un’audioguida singola o di gruppo che sarà consegnata al termine della visita.

Oltre all’audioguida il museo è stato dotato dotato di strumenti multimediali ed audiovisivi diffusi e vari. La loro collocazione è avvenuta avendo  lo scopo di illustrare la tipicità delle sezioni visitate.

E’ stato possibile  integrare il museo con alcuni elementi multimediali adatti ai bambini e agli adulti per diversificare l’offerta informativa.

Aprire i cortili e gli spazi aperti per attività pubbliche, ricreative e concerti

Il progetto culturale non ha potuto  prescindere dall’idea forte che il museo deve aprirsi verso la città. E’ il museo che chiama a raccolta la collettività. E non solo per i propri contenuti specifici, ma per produrre eventi di carattere culturale, mostre, concerti e intrattenimenti vari. Il parco del museo, le corti e le sale pubbliche sono i luoghi in cui ospitare un cartellone di proposte. Conferenze, eventi musicali ed espositivi che consentano di identificare il complesso museale come una specie di luogo di produzione e di diffusione culturale e di promozione economica. Ma anche luogo dove andare semplicemente a prendere un caffè nel bar del museo in alternativa ai locali tradizionali

Il complesso è attualmente dotato di tre cortili principali. E’ indispensabile che essi, pur mantenendo l’attuale aspetto antico, siano rivitalizzati e riutilizzati.

Per il cortile che si apre a ferro di cavallo sulla via del Duomo è stata realizzata  la coraggiosa introduzione di una copertura leggera protettiva, la cui presenza non ne inficia l’immagine attuale. Una copertura in acciaio e vetro, concepita con criteri bioclimatici, prevalentemente passivi che lascia intravedere il cielo, ma che “magicamente” dilata ed unifica la poderosa sezione archeologica esistente, incentrata sulle Madri. Uno spazio destinato a diventare la piazza coperta del museo e della città di Capua, utilizzabile tutto l’anno anche per eventi espositivi particolari, come ad esempio il confronto dell’antico con opere scultoree contemporanee.

Il cortile centrale, quadrato, caratterizzato dalla grande scala antica a balchio, entro cui si respira l’aura romantica degli albori della museografia archeologica, con le lapidi “rigorosamente disordinate” sul perimetro, può essere minimamente attrezzato per ospitare concerti estivi, mediante la sovrapposizione di pedane e strutture temporanee.

Il terzo cortile, Il giardino, come già accennato, oltre a rappresentare lo spazio ludico della ricreazione presso la caffetteria è il luogo sempre aperto alla città, il luogo delle mostre temporanee, delle attività didattiche all’aperto delle scolaresche che, in apposite sedi, sperimentano, come gioco istruttivo, le tecniche del lavoro archeologico.

La “forza” del nuovo percorso individuato in progetto consiste nell’aver tracciato un circuito di fruizione, completamente ricavato all’interno degli spazi museali, superando le barriere esistenti, rappresentate ad esempio dalla strada che divide il complesso a quota terra ed eliminando l’assurda servitù che obbliga, oggi, a fuoriuscire all’esterno del museo per poi rientrare e completare la visita.

Un itinerario che partendo dall’estremità ovest, dall’androne del giardino, dopo aver attraversato longitudinalmente l’intero museo si ricongiunge al medesimo ingresso. Un percorso che, senza porsi rigidi criteri di ordine cronologico, riesce comunque a dare una logica allo svolgimento delle varie sezioni, collocando soprattutto l’attesa “suspance” delle Madri, in tempi e spazi di visita tali da suscitare il massimo della curiosità, prima cioè che la stanchezza cominci ad insidiare l’attenzione del visitatore. Attenzione catalizzata da una sobria ma scenografica struttura allestitiva, sottolineata da una forte presenza di capacità comunicativa e multimediale degli apparati illustrativi. Un percorso in cui, appunto, gli spazi di visita alle Madri, anche se totalmente rivisitati dal punto di vista espositivo, coincidono con le attuali prestigiose stanze al piano terra. Le sole dimensionate per valorizzare al massimo queste uniche ed irripetibili testimonianze della civiltà locale.